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Quel casino della mia vita

Quel casino della mia vita

Ho chiuso gli occhi nella speranza di riaprirli e non trovarmi di fronte a quei 53 punti di cui meno della metà si è trasformata in cosa fatta. E le colpe, al di là […]. Giornalisti pennivendoli e puttane? Noi giornalisti siamo […]. Il primo sguardo è stato il tuo, i nostri occhi si sono incrociati e si sono scelti, si sono intrecciati senza mai più slegarsi. Si celebrano oggi i nonni, sinonimo di bontà, forza, amore incondizionato, abbraccio. Sinonimo di angeli custodi, talvolta, come nel mio caso. Eventi futuri. My Instagram. Carica di più Un giorno Jessica torna da scuola e grida dalla porta: Oggi studiavamo i numeri e tutti i bambini sapevano contare soltanto da 1 a 5, mentre io sapevo contare fino a dieci.

Il giorno dopo, una scena molto simile: Sono un fenomeno. Oggi imparavamo le lettere e tutti arrivavano fino ad E, ma io sono arrivata fino a G. Il giorno seguente: Due bionde: Se non si sta attenti lassù lentamente entrare nella macchina guidata dai soldi. Devo ammettere che in certi momenti il denaro mi influenzava come una droga. Non importa quanto velocemente si accumulavano, ma sembrava che se ne andavano via almeno due volte più veloce. Credetemi, tale ritmo della spesa non è facile a sopportare.

Nella banca ho avuto un accesso continuo ai milioni. Ogni volta quando ne avevo bisogno, mi sono servito con quei soldi. Ero il responsabile di tutto e pertanto a nessuno è venuto in mente di sottopormi ai controlli. Mi dispiaceva di vederli in strada con uno stipendio quattro volte più basso rispetto a quello che prendono qui. I loro ringraziamenti sentivo tutti i giorni.

Erano i miei uomini che non pensavano molto e non ponevano troppe domande superflue. Proprio come quelli che mi servivano in quella posizione. Ho fatto affidamento sulle persone che ho aiutato molto nella vita. Pazientemente sono in attesa di sentire il commentatori nella mia testa quando pronuncerà le parole: Devo dire che non volevo mai male a nessuno, ma vivo per quel momento in cui tutti capiranno che avevano torto e che mi hanno abbandonato in modo prematuro. Anche se penso che saranno dispiaciuto di non avermi sostenuto perché sempre potevano contare sul mio aiuto e la mia comprensione.

Mi scuso ancora una volta: Ogni volta che qualcuno chiede, dicono: E poi tutti ti condannano molto di più di quello che effettivamente meriti. Ho una propria filosofia su questi fatti. Quindi quello che stavo cercando era di salire più possibile in cima della classifica dei bravi ragazzi. In ogni caso, molto raramente, o quasi mai ho sentito nessuno dire nulla di male su di me. E questo faceva star bene. Ma il problema è che ora il loro atteggiamento negativo nei miei confronti, in linea di massima non mi importa per niente. Quindi, questo è quello che ho fatto. Per tutti loro è stata una catastrofe, e in ogni momento della giornata qualcuno mi sparla.

E io me ne frego! Alla fine del giugno, circa 3 mesi fa, sono stato per un week-end in Croazia, a Rijeka una volta la città era nostra e si chiamava Fiume. La minoranza italiana là è ancora presente e ci sono certi quartieri dove in un qualsiasi negozio puoi comunicare in italiano. Quel sabato era una bella giornata di sole. Sulla prima pagina la notizia sui profughi con un titolo molto grande.

Si parlava dei Siriani, Afghani ed Africani, dai vari paesi. Ma come mai, mi chiedevo? Ma vengono anche via terra? E guardando i numeri, mi sembravano molto più elevati rispetto a quelli nostri. Sono tornato a casa, guardo il giornale — niente. Non è che la cosa è successa ieri, ma, pensavo cercando una potenziale scusa per i nostri media, non tanti giorni fa. Quella diretta era che il parlamento ungherese ha deciso di costruire un muro sulla confine con la Serbia.

Questa è già notizia che non puoi non rivelare. E si sa: Con questa informazione non poteva non rivelarsi la ragione per la quale si eleva il muro: Da noi sono migliaia, molti di meno, ma sono i nostri e chi se ne frega degli altri. Notate che da allora il baricentro della notizia si è spostato del tutto verso i Balcani. A volte ci sono dei giorni quando non si danno nemmeno le notizie sugli sbarchi sulle nostre coste. Ma come mai? Sono poco professionali i nostri giornalisti, sono manipolati dai nostri poteri forti e siamo semplicemente egoisti e ci sbattiamo per le cose che non ci riguardano direttamente?

Non riesco a trovare una spiegazione plausibile, ma il fatto che del mondo noi sappiamo molto poco non si discute. Tutti i media mondiali hanno diffuso la notizia, ma da noi niente. Ma torniamo ai profughi. Ci sono semplici statistiche che fanno vedere che una enorme maggioranza sono i maschi tra 20 e 35 anni. Poche donne e bambini, pochissimi vecchi. E quando chiama alle armi, ha tutti i diritti legali, costituzionali ed internazionali, di farlo. Perché povera gente, potrebbe morire o essere ferita nella guerra. Ma nella guerra queste cose succedono. La zona centrale di Milano. Un signore milanese entra in un ristorante fine, molto intimo, di quelli di una volta. Appende il capotto su un attaccapanni e si siede in un angolo da dove aveva una visuale perfetta sul locale.

Sfoglia il menu con le pietanze di giorno e, al posto di un piatto di pasta o risotto di sera stava attento con le calorie ordina una zuppa e per il secondo una cotoletta alla milanese. Per bere ordina un bicchiere di vino bianco. Il signore subito richiama il cameriere. In un modo molto gentile ed educato gli dice: Le cambi subito la zuppa. Guarda attorno il piatto e chiede: Due serpenti camminano per un campo pieno di fiori. Un toro e un leone sono seduti in un bar. Scolano la terza bottiglia di birra quando il cellulare del lene inizia a suonare.

Lui risponde. Stai sempre in quel bar ad ubriacarti. Torna subito a casa. Pago e arrivo. Il leone paga il conto e saluta il toro, che gli dice: La volpe affamata passeggia per un bosco. Salta dentro il cespuglio e anziché un gallo trova un orso. Da quando mi sono sforzato ad imparare tutte quelle lingue straniere, si scopa alla grande.

La stessa frase si usa anche nel caso di neve, della nebbia, quando soffia il vento, praticamente in tutte le occasioni tranne nei giorni solari. Il sole è la sorgente della vita ed è sempre bello vederlo, cioè essere illuminati da esso, anche se fa troppo caldo. Per me il brutto tempo, riferendosi agli eventi atmosferici, non esiste e non è mai esistito.

Mi ricordo che la mia madre mi raccontava una fiaba sui due scoiatoli. Mi è piaciuta tanto ed è una delle poche che mi ricordo anche oggi. Già in quei tempi, quando fuori pioveva o soffiava un forte vento, io entravo in una tana mia è mi sentivo come quelli due animaletti: La verità è che quando piove ed uno sta fuori, si bagna. Dopo ti metti accanto alla finestra e ti godi le gocce che vengono, percorrendo una lunga strada, dritto dal cielo, molto dense oppure sporadiche.

E quando arrivano giù provocano dei bellissimi suoni, diversi in funzione della superfice sulla quale si spiaccicano. Adoro questo rumore quando sono nel mio letto e sempre scivolo nel sono molto piacevolmente. Ma torniamo alla finestra: Le gocce cadendo provocano delle onde concentriche e insieme con la luce che si riflette formano uno spettacolo dinamico per gli occhi. Le lacrime che vengono dalle nubi si posano sui fogli degli alberi, scivolando lentamente verso basso, facendo ballare fogliame in un ritmo lento, provocando delle vibrazioni a bassa frequenza che quasi riesco a sentire. Anche la nebbia ha dei suoi inconvenienti, è vero: Non vedi niente, e nemmeno gli altri, e la concentrazione necessaria per proseguire è enorme, stancante.

Avvolge tutto attorno in un atmosfera di mistero, non si vede ma si intravede, quello che si vuole percepire. La trovo estremamente romantica perché agli ammanti offre un nascondigli per darsi un bacio proibito, una carezza sul viso e trasmette meglio i sentimenti. Un forte vento prima di tutto fa bene fisicamente: Il vento ci accarezza, come una mano: Si chiama Moglie. La preghiera di Capodanno: Il tassista accetta il ruolo per un sovraprezzo di euro.

Sua moglie urla: Ti ho detto una bugia; non ho avuto alcuna eredità. Lui ha pagato la Mercedes che ti ho comprato e anche lo yacht. Mio nonno mi insegava le cose pratiche della vita: Sul mercato cittadino si incontrano due amici dal liceo. Ma tu ti sei laureato in medicina? Sei sempre stato un cervellone. Senti, a quanto vendi i cocomeri? Due amici: Suona il telefono. A circa tre anni sapevo scrivere supercalifragilistichespiralidoso, ma a 6 non sapevo ancora andare in bici senza ruote. Poi, forse, a un certo punto, agire. Ed è, come tutto, una cosa che fa parte di me, con i suoi pro e i suoi contro. Quello che noto come prima cosa è che chi sa scrivere bene di sé sa anche stare con sé.

Non che chi non scriva debba essere per forza a disagio con sé stesso, ma chi tiene un diario e lo ha sempre tenuto, chi si appunta i sogni, chi prende nota delle proprie emozioni e di come cambiano nel tempo, ha più familiarità, di solito, con le proprie ferite profonde ed è più incline a risolvere e guarire quel casino che è la vita. Chi si è allenato a scrivere tanto sa usare le parole giuste al momento giusto. Chi scrive molto si accorge prima se la persona che ha di fronte è in quel momento agitata perché in ansia o se è agitata perché ha paura o se è agitata perché non ha dormito.

Perché chi scrive molto di solito legge anche molto e a ogni parola attacca delle immagini. Chi scrive molto sa che le parole sono regali e questa non è mia ma non ricordo di chi sia. Fino a qualche anno fa tenevo un quaderno per ogni cosa: Poi un paio di anni fa ho unito tutto in un quaderno solo, che mi fa da agenda, amico, personal trainer, analista, compagno di fede e di avventure. Poi ho scoperto che esiste il Bullet Journal. Il Bullet Journal e il mio quaderno hanno molto in comune, ma non sono la stessa cosa. E credo che il motivo principale sia che quando hai scritto la tua vita su carta, e questo ti ha aiutato a prenderne coscienza, poi ti fa piacere ripercorrerla sfogliandola, anche se non è il modo più veloce di tornare a quel punto che ti interessava.

Ma non voglio divagare. In realtà questo articolo voleva servire da spunto a chi non scrive. Volevo consigliarvi di iniziare a scrivere, se non lo fate. Prenderete coscienza di un sacco di cose e ci capiremo tutti meglio, ne sono certa. Se non sapete da dove cominciare, ecco 3 spunti. Scegliete per farlo un quaderno che vi piaccia.

La mia vita è un casino (ma per fortuna so scrivere). – Bullet Journaling

Read Capitolo 1 from the story quel casino che chiamavano la mia vita by martinaeffe03 with 10 Mi ero cotta di lui da 5 mesi e non me lo sono più scordato. An on Instagram: “Sei il casino più bello della mia vita.. ••••• #scrivilosuimuri # scrittesuimuri .. Vivo per quel tutto. Essere Felici Blog · Frasi per. Quel casino della mia vita: Contatti gold-strike.daniel-rothman.com html?spref=tw PM - 7 Feb 0 replies 0 retweets 0 likes. Reply. quel casino che chiamavano la mia vita. 12 Reads 2 Dopo la sua storica ex solo avventure senza impegno, con l'amore pensa di aver chiuso. Incontrerà. Quel sentimento di insoddisfazione che mi tormentava da quando Rosa se n'era andata. Le donne amate sarebbero potute essere le donne della mia vita. Ne abbiamo appena per comprarci un Giant al Quick della Gare-de- l'Est. Questa rompendo un vetro, fare tutto quel casino con quel piglio della madonna!. Dopo quel viaggio ci siamo trovati una volta a Roma per partecipare insieme ad Ma l'aggeggio in possesso di mia moglie copre la mia mancanza: lei spesso.

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